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Zone duty free per fisco e burocrazia
Apparso su "Il Sole 24 Ore - pag. 26 - " del 28/02/2011
Della Dott.ssa Deborah Sassorossi - Studio Sassorossi Fraschetti e Associati dottori commercialisti - Affiliata Interprofessional Network
In riferimento alle agevolazioni fiscali, cosa rappresentano per l'imprenditore straniero le Special Economic Zone dell'India? Esistono degli incentivi per gli operatori che sviluppano le SEZ?
Le zone economiche speciali indiane, denominate SEZ, sono zone riconosciute internazionalmente come "duty free zone" e prevedono condizioni economiche particolari al fine di favorire lo sviluppo commerciale in loco.
In India vengono considerate alla stregua di territori stranieri ai fini dei dazi e delle tariffe applicabili alle operazioni commerciali.
Le numerose agevolazioni che contraddistinguono queste zone, nate per attrarre investimenti, inclusi quelli esteri, hanno portato dal 2003 al 2010 a un successo commerciale importante; infatti, da un'apposita statistica, le esportazioni derivanti dalle SEZ in tale periodo presentano un incremento annuo, compreso tra un minimo del 25% e un massimo del 121%.
Tra i più importanti incentivi e facilitazioni offerti alle unità allocate nelle zone SEZ per attrarre investimenti in loco si citano:
- l'esenzione dai dazi doganali all'ingresso sui beni importati al fine dello sviluppo e mantenimento delle "unità" SEZ;
- l'esenzione al 100% dall'imposta sui redditi derivanti dall'esportazione dalle unità ubicate nelle zone SEZ per i primi 5 anni (50% per i seguenti 5 e al 50% per il reinvestimento dei profitti da esportazione per i successivi 5 anni);
- l'esenzione dall'imposta centrale e statale sulle vendite;
- l'imposta sui servizi;
- la tassa minima alternativa (MAT - Minimum Alternate Tax, 18% sui profitti derivanti da attività svolte in loco).
Non ci sono requisiti per le licenze di importazione e le procedure di esportazione non hanno limitazioni di tempo; esistono, inoltre, facilitazioni di immagazzinaggio e di autocertificazione nelle procedure.
Le unità allocate nelle SEZ devono raggiungere un saldo positivo (NEF - Net Foreign Exchange Earning) per almeno cinque anni, calcolato sottraendo dalle "esportazioni" a valori Fob le "importazioni" a valori Cif. Le unità devono inoltre mantenere una contabilità ordinata e il loro bilancio annuale deve essere presentato al Commissario per lo Sviluppo.
Come previsto dalla legge sulle SEZ (SEZ Act) le unità possono inoltre accedere a prestiti commerciali, appositamente dedicati, tramite canale bancario (ECBs - External Commercial Borrowings), che può stanziare fino a 500 milioni di dollari annuali con assenza di scadenza del prestito e tassi di favore. La richiesta di inizio attività di un'unità SEZ è vagliata da un apposito comitato composto da vari rappresentanti governativi, dell'agenzia delle entrate, dalle dogane etc.; poiché i progetti sono approvati da questo comitato sono ritenuti possibili e sicuri dalle banche e dalle istituzioni finanziare, che di conseguenza li finanziano di buon grado. Anche le Overseas Banking Units (OBUs) offrono prestiti a lungo termine al London Inter Bank Offer Rate.
Per gli operatori che sviluppano le SEZ sono inoltre previste:
- esenzioni da imposte sul reddito derivante dall'attività di sviluppo delle SEZ in blocchi di dieci anni su quindici;
- esenzione sulla tassazione prevista per la distribuzione di dividendi;
- altre importanti esenzioni relative all'imposta centrale sulle vendite (Central SalesTax) ed a quella sui servizi (Service Tax).
Una nota importante intervenuta attraverso una comunicazione uscita nel maggio 2009 prevede di delegare al Comitato di Approvazione anche il potere di approvare la sostituzione dell'imprenditore di un'unità già accettata a condizione che l'imprenditore si impegni ad accollarsi tutte le attività e passività esistenti, ciò è un importante percorso di uscita per l'imprenditore se l'unità non è in grado di funzionare. Le SEZ sono inoltre delle zone dove non è previsto il diritto di sciopero.
Si segnalano anche le EOU (Exported Oriented Units) complementari allo schema SEZ che, offrendo lo stesso regime in materia di produzione, facilitano un range ampio di opzioni logistiche quali: l'approvvigionamento di materie prime, le attrezzature, il porto di esportazione, etc., ma hanno uno schema con una clausola di caducità, a differenza delle SEZ, che sono inserite in una apposita legge.
Tali unità possono essere autorizzate in tutto il paese ma secondo criteri restrittivi di tutela del territorio e devono avere per oggetto le attività manifatturiere e di produzione di software, floricultura, orticultura, agricoltura, acquacoltura, zootecnia, piscicoltura, pollame, sericoltura e attività simili.








